Venus In Furs

Eclettici e variopinti. Un paio di aggettivi che calzano a pennello ai Venus In Furs, band di ventenni pisani che fa dell'indie garage la propria bandiera.
Rivisitano lo stile di Jack White e degli Arctic Monkeys, inserendo violino elettrico e organo, in un mix tutto loro che sa di fresco. 

Nel loro palmares vantano il primo posto all'Italia Wave e al Lucca Summer Festival, oltre che comparse su riviste italiane e europee del settore.
Con collaborazioni del calibro di Zen Circus e Pan Del Diavolo, e con un tour peninsulare in corso, i Venus In Furs hanno già 2 dischi all'attivo, "Siamo Pur Sempre Animali" (ottobre 2011) e "BRA! Braccia Rubate All'Agricoltura" (aprile 2013), entrambi per l'etichetta Phonarchia Dischi.

I testi raccontano le paure giovanili nei confronti del tenebroso 21 secolo, senza mancare di ironia; tracce come "Io Odio Il Mercoledì" ti rimangono in testa e finché non le ascolti un'altra volta non trovi pace. Geniale anche il video ufficiale di "Nel Nome Del Padre", traccia acustica con contrabbasso e violino, girato sul bus del city sightseeing di Pisa.

Ecco la nostra l'intervista.

Perché avete scelto il titolo di una canzone dei Velvet Underground come nome della band?
Eravamo molto giovani, suoniamo insieme da quando eravamo ragazzini. Era il 2006 e stavamo facendo un cambio di formazione, introducendo per la prima volta il violino... Ricordiamo l’entusiasmo. Ci aveva molto colpiti la viola di John Cale su Venus In Furs dei Velvet Underground, così gli abbiamo reso omaggio, anche se in realtà il nome lo abbiamo scelto anche per il libro di Leopold Von Sacher-Masoch, dal quale ha preso ispirazione Lou Reed per il brano.


Quali sono le vostre influenze musicali?
Ah di influenze musicali ne abbiamo tantissime, ognuno di noi ha ascolti diversi, che alla fine confluiscono in un modo o nell’altro all’interno della nostra musica. In linea di massima ci piace molto la formula stilistica del riff, del rock nudo e crudo... Mentre dal punto di vista lirico non possiamo non ispirarci alla grande tradizione cantautorale italiana. Per citarne alcuni, Claudio ad esempio adora i Black Keys, i Flaming Lips, Jack White, nonché cantautori come Celentano, De André e Buscaglione; Marco apprezza molto tutta la scena Motown (Marvin Gaye, Stevie Wonder ecc..), trip hop (Portishead, Massive Attack ecc...), ma anche band come i Queens Of The Stone Age ed i Soul Coughing; Giampiero ha una propensione verso i Tame Impala, i Flaming Lips, i Vanilla Fudge, i Pink Floyd ed il rock psichedelico in generale; Giovanni dopo aver lottato contro il suo passato da metallaro è ora un grande amante dei Led Zeppelin, dei Black Keys, dei Queens Of The Stone Age e dei The Roots.


Che evoluzione musicale c'è stata dal vostro punto di vista da "Siamo pur sempre animali" a "Bra!"?
Diciamo dal punto di vista dell’impatto e dell’immediatezza.
“Siamo Pur Sempre Animali” è stato il nostro disco d’esordio, l’accoglienza e le recensioni sono state ottime. Ma abbiamo affrontato in quel momento un cambio di batterista che ci ha portati a rallentare i lavori. Con “BRA!” volevamo recuperare una dimensione più veloce, immediata, d’impatto e che fosse al passo coi tempi: ecco perché abbiamo scelto il formato Key-Play USB (una vera e propria pennina), dove la musica, diretta e d’impatto, è integrata con contenuti video e fotografici.


Dando un'occhiata alla vostra biografia si legge che avete vinto alcuni premi musicali, collaborato con grandi nomi della scena musicale italiana e, a vedere dal numero cospicuo di date, siete sempre in tour. Si può dire che vivete di sola musica?
Nel senso “romantico” del termine possiamo risponderti di si. Nel senso economico...Magari amico mio, magari!!! Purtroppo il mondo della musica, come tanti settori di questi tempi, è in crisi profonda. Tanto per fare una citazione, siamo una generazione di “musicisti contabili”. Alla fine a noi va meglio che ad altri, come dici tu noi ci diamo da fare e non stiamo mai fermi. E la speranza è quella di incrementare sempre di più il numero dei concerti e del lavoro in questo campo.


Volete anticiparci qualche progetto futuro da salvare in memoria?
Beh, di immediato c’è il tour che ci vedrà in giro per tutta la Penisola. Dopodiché ultimeremo le registrazioni del nuovo disco, che ci sta convincendo sempre di più, man mano che procede. E poi ci saranno altre cose, ma non vi sveliamo le sorprese!

Shane McKeane & Elliot Walker