SPAZIO SUPERNOVA

BOOOOOOOOOOOM!!!
 di Giulio Sogliacchi

Questa volta non parlerò di artisti famosi quanto superstar o di curatori e galleristi che sono abituati a guadagnare quanto calciatori. Questa volta voglio porre l’attenzione verso chi l’arte la vive come un’opportunità per far interagire le persone e il gesto artistico stesso, senza costrizioni meramente economiche. Parliamo di “Spazio Supernova” in Galleria Rialto a Treviso, nato dall’idea di tre giovani e brave curatrici come Ilaria Beghin, Elisa Danesin e Serena Santi; ha aperto i battenti sabato 14 aprile, con l’imperdibile evento “I wish Treviso” che ha reso omaggio appunto alla città di Treviso e alle sue innumerevoli sfumature.

Per questa inaugurazione sono stati scelti artisti del calibro di Laura Pozzar, vincitrice del premio Arte Laguna nel 2006, che ha presentato un sorprendente lavoro sulle analogie tra le città umane e quelle delle api; il suo “Urbs mellifica_Città del miele” consisteva in una piccola arnia di gesso e in alcune fotografie di siti di colture di api. Queste fanno scaturire nello spettatore riflessioni su quanto il mondo animale e il nostro siano simili e quanto spesso noi ce ne dimentichiamo.
Nella stessa stanza sono state poste delle foto che documentavano l’installazione di Arianna Piazza su di un albero di Treviso, e l’artista è intervenuta anche nel terrazzino dello Spazio, proponendo un fluttuare di fili colorati di lana per dare nuova vita e nuova linfa a oggetti fin troppo comuni.
Molto interessanti anche le opere dell’illustratore Julian Reffo, che per questo evento ha disegnato su semplici fogli A4 ma che ha, secondo il mio parere, una forte vena da street artist; le sue immagini potrebbero benissimo essere traslate su qualche muro della città e svelare come questa possa avere una doppia faccia, allo stesso tempo positiva e negativa.Sono invece tre gli scorci e i punti di vista di Treviso che Angela Oregio Catelan ha voluto analizzare; nel suo video realizzato in stop-motion ci mostra una rinnovata visione del centro urbano e non, partendo da una forte analisi interiore delle emozioni.
Senza dubbio il lavoro artistico di maggiore impatto è stato quello di Marco Cecotto, soundartist di grande talento, difficilmente descrivibile in poche righe. Per dirla semplicemente si trattava di un’istallazione audio/video dove lo spettatore era chiamato ad interagire ponendosi in sedili di vari colori; questa operazione faceva cambiare colore alle immagini di Treviso che scorrevano casualmente sul video, oltre a cambiare la sequenza e l’intensità dei suoni in sottofondo. A modo suo Cecotto ha voluto dirci che la città è un’entità dinamica, complessa, stratificata e che viene plasmata da chi la vive ogni giorno.

Ottima l’idea delle curatrici di chiamare a completamento dell’evento i giovani creativi di Alf Re-creation, che hanno proposto i loro braccialetti, cinture e tracolle tutte fatte con teloni di camion e metri da sarta; i nostri colleghi di Lahar Magazine che saranno anche protagonisti di un workshop a giugno e infine i Barbablu, conosciutissimi videomakers cittadellesi, che hanno realizzato il teaser di presentazione con notevoli citazioni visive estratte da opere di Marina Abramovic, Olafur Eliasson, Bill Viola, Andy Warhol e Stanley Kubrick.
Insomma, un mix eterogeneo di idee, qualità, intuizioni ha invaso per un giorno lo “Spazio Supernova”.
«Come farsi esplodere una Supernova in faccia» recita una frase nel flyer di presentazione; di sicuro nel mio caso l’esplosione c’è stata eccome, e con un’onomatopea tanto cara ai futuristi questo scoppio ha fatto BOOOOOOOOOOM!!!

Per vedere le foto dello Spazio, degli eventi e della bellaggente, o per qualsiasi info, visita la loro pagina FB:
http://www.facebook.com/SpazioSupernova

 

COPYRIGHT fotografie dell'evento: DIEGO SANTI

Arianna Piazza intervenuta sul terrazzino dello Spazio.

Angela Oregio Catelan e il suo video realizzato in stop-motion.

Marco Cecotto e l'installazione audio/video.

Le curatrici con BARBABLU.