Eco cosa?

 

Punto di non ritorno è una frase che non si dovrebbe mai sentir dire.
Con gli obbiettivi prefissati entro il 2020 infatti, si dovrebbe sperare in un miglioramento in fatto di ambiente, salute ed eco sostenibilità, sia in campo edilizio che in quello energetico. Il problema però che mette in ginocchio il mondo intero, è il fatto che la gente si sente insicura ad investire in qualcosa di ambiguo, complicato, costoso e fin troppo perfetto (di pensieri ed azioni), ma ancora inapplicabile. La gente ha paura, preferisce prevenirsi, perché incerta nei confronti di ciò che offre la parola “rinnovabile”.
La crisi gioca sul far comparire e scomparire gli incentivi sui pannelli solari, le multinazionali del petrolio frenano l’entrata delle macchine elettriche, continuando a puntare sul monopolio del petrolio, e il popolo è confuso a causa di tutti quei numeri e  di quelle parole che promettono molto ma non spiegano nulla. Si guardi per esempio le “Smart Grid”, reti intelligenti, capaci di connettere fonti di produzione energetiche diffuse e accumulatori di energia, che attingeranno quest’ultima da fonti diverse a seconda dei momenti di convenienza. Cosa è stato spiegato? Cosa è stato promesso?
   La crisi economica ha messo fine alla possibilità di sviluppare la materia dell’energia rinnovabile perché negli anni a venire bloccherà gli investimenti nella ricerca, nell’acquisto e nella produzione di energia pulita. Di conseguenza gli incentivi si ridurranno (o spariranno totalmente) a causa dell’inesistente interesse in materia, definito di importanza secondaria rispetto ai problemi economico-statali.

Ecco spiegato anche il fallimento dell’obbiettivo europeo 20-20-20, riassunto in:
- 20% di emissione di gas causanti l’effetto serra,
+ 20% di fonti rinnovabili produttrici di energia (già abbassato al 17% per l’Italia),
tutto entro il fatidico 2020 (la transazione del sistema energetico globale verso un modello di produzione e consumo dell’energia a basso contenuto di carbonio avverrà solo oltre l’anno 2020).
Si vedrà crescere la supremazia dei mercati energetici cinesi, indiani e vietnamiti, propensi al guadagno, allo sfruttamento dell’Africa, al controllo dell’economia e al disinteresse verso il volere degli altri paesi.
Filosofie come “anche se consumo meno non serve a nulla, perché il mio vicino consuma più di me” sono quelle che uccidono il giusto obbiettivo della ricerca di un mondo migliore. Filosofie come “cerco di far qualcosa nel mio piccolo” invece, sono la vittoria dell’intelligenza umana, e dell’appartenenza ad una città “globale” e “globalizzata”.

E’ un dato di fatto che sono i grandi numeri ad essere quelli più significativi per la manipolazione dei dati mondiali, ma l’accettazione e l’utilizzo di una filosofia “eco”, può essere in grado di cambiare simbolicamente le statistiche, se  viene utilizzata da molti, facendo anche del poco.

Elliot Walker