OKI SATO

OKI SATO.

Uno dei designer più giovani e più importanti del Giappone è Oki Sato, noto fondatore di Nendo (il suo studio di design).
Nasce in Canada nel 1977. Nel 2002, dopo la laurea in architettura, apre il suo ufficio a Tokyo. Tre anni dopo ne apre uno anche a Milano, dopo essere stato notato da Cappellini e DePadova al Salone Satellite di Milano (il piccolo grande salone per giovani designer emergenti). E’ il boom.

Nel 2005 viene prodotto il chab-table da DePadova, che è una fusione tra un chabudai (il classico tavolino basso che in giappone viene utilizzato come comodino o tavolo per cenare o semplicemente da soggiorno) e un tavolo “normale". Il tavolo in sé e l’unica gamba che lo sostiene sono scomponibili e intercambiabili: in un attimo infatti, può diventare un tavolo "alto" come noi lo conosciamo, oppure un tavolo più basso, come nella tradizione giapponese.
Nel 2007 Cappellini produce Ribbon, lo sgabello con le gambe che richiamano appunto i nastri per le scarpette delle ballerine e Island Table, un tavolino che con la sua forma racconta una storia: la nascita di un’isola, ma anche di come piano piano un piccolo pezzo di terra si stacca da uno più grande pezzo. Il tavolo è comunque un unico pezzo e Oki spiega che tanti di questi tavolini combinati assieme posso creare “una varietà di arcipelaghi”.
L’anno dopo per AU disegna una speciale cornice per le prese elettriche: socket-deer. Una cornice che nella parte superiore si estende per formare due corna di cervo sulle quali si può comodamente adagiare il proprio telefono quando si ricarica, invece che lasciarlo per terra. Possono tornare utili anche per tenere accessori o chiavi nel caso si installassero sugli interruttori di casa. Un oggetto semplice, divertente e utile. Lui stesso dice che ha aperto un studio proprio perché “il design è qualcosa che rende felici le persone”.
Dopo innumerevoli installazioni che vedevano la luce e le ombre come protagoniste, progetta per Arketipo il MOYA - Low Table: “Se una superficie non proietta un’ombra, esiste?”… un’immagine mi risparmierebbe paragrafi e paragrafi di descrizione, data la sua semplicità tremendamente efficace.
Nendo si dice sia uno studio privo di nazione. Mantiene le tradizioni classiche asiatiche ma in chiave contemporanea e occidentale. Nonostante questo, o proprio per la fusione dei due punti di vista, ha recentemente progettato delle bacchette per sushi: la collezione Chopsticks, bacchette che quando vengono messe sul tavolo, oppure riposte, si uniscono dando l’impressione di essere un’unica cosa. La funzionalità e l’effetto sono sorprendenti.

Nel corso della sua carriera che secondo molti deve ancora raggiungere il picco, visto che non sembra avere un limite, ha vinto decine di premi e pubblicazioni tra cui la Menzione d’Onore del Compasso d’Oro.
Oki è minimalista nella forma, ma ricco di idee, soluzioni e sfumature.
“Mi servono poche cose: sono il tipo che quando si compra una t-shirt ne butta una vecchia”.

Probabilmente molti di voi staranno già caricando la pagina del sito di Oki Sato ( http://www.nendo.jp/en/ ) in preda alla curiosità, ho deciso così di proseguire l’articolo per puro mio diletto, visto che i suoi prodotti sono tantissimi e molto affascinanti.

Possiamo trovare l’ironia nei suoi progetti, soprattutto nel hie-hie: un set di bicchieri che sulla superficie simula l’effetto appannato con tanto di goccioline che corrono giù per riprodurre un effetto di freddo: “la stanza stessa sembrerà più fresca di un grado, e ti tenterà per un sorso”.
É intrigante l’idea di chu-keshi, una gomma da cancellare smussata più volte alle estremità in modo da farla sembrare vecchia! “É triste vedere come una gomma nuova perde subito gli angoli” così Oki ha pensato di offrire il piacere delle cose vintage, già usate, ma pur sempre funzionali.
Cabbage Chair è una poltrona da sfogliare. Punto.
Nel 2009 ha creato per Moleskine “Notescape”, un’agenda che rappresenta e racconta un viaggio sul bordo delle pagine.
Per il Museo di Arte e Design di New York ha realizzato la Fadeout-chair. A prima vista le gambe fluttuano… o spariscono. La seduta e lo schienale sono in legno, ma le gambe sono in acrilico trasparente dipinto solo nella parte superiore in maniera da simulare le venature del legno.
Ai limiti delle "leggi ottiche” e successivamente fisiche: Think Black Lines è una linea di prodotti composti solamente da una struttura metallica, quasi un’unica linea. Gli oggetti cambiano natura e struttura in base al punto di vista.
Nel 2011 ha prodotto delle chiavette USB a forma di moschettone e graffetta molto comode e originali.
Per Cappellini, la libreria Drop, semplice e quadrata, prende subito vita strappando un sorriso (o uno spavento) e facendosi notare.
Corner per K% è un orologio, che per indicare le ore non usa i numeri, bensì forme e poligoni.

Ce ne sono ancora e ancora di oggetti incredibili… ma se non siete ancora sul sito di Oki Sato ad aprire pagine e vedere tutti i disegnini simpatici che ha fatto per spiegare tutti i suoi progetti, allora mi arrendo.

Joe Seeb