Giudizio positivo e ragionato su La Grande Bellezza

Da giorni ormai è sulla bocca di tutti: c'è chi dice che sia un film di merda, chi noioso, chi denigratorio nei confronti dell’Italia; chi al contrario lo definisce un'opera d'arte o magari solamente un bel film. Noi di PV lo abbiamo guardato attentamente e abbiamo cercato di dare un giudizio pesato a riguardo.

L’Oscar è un prestigioso premio per film commerciali e, sfortunatamente, La Grande Bellezza è tutto tranne che un film per cani e porci. Con questo non vogliamo dire che chi vive di cinepanettoni non sia libero di guardarlo la sera con gli amici, ma se non amate il genere di certo questo non sarà il vostro nuovo film preferito; qualcuno più esperto magari, sarà più portato alla sua visione e comprensione.
La Grande Bellezza è sicuramente noioso, per chi giudica il cinema attraverso ''tipologie'' quali Rambo ed Il Signore degli Anelli, perché, per 140 interminabili minuti, la sua trama non ha nulla di accattivante o epico. Escludendo lo spogliarello di Sabrina Ferilli, ovviamente, rimane gran poco.
Ai cineasti della domenica sera sembrerà solamente una noia senza fine.

In realtà Sorrentino ha abilmente nascosto una seconda trama nella quale spiega in modo velato e al contempo accurato cosa sia questa fottutissima grande bellezza. Davanti all'ordinarietà della vita, davanti ai salotti mondani, alla ricchezza, al benessere ed alla routine della Roma-bene, si cela, dimenticato sotto strati di polvere, il fascino del semplice, della "vera" arte e dei "veri" artisti del passato ormai incompresi, superati o rifiutati a causa del progresso; ''veri'' senza ovviamente denigrare i capacissimi artisti contemporanei affermati che stanno segnando la nostra epoca.
Dovremmo chiedere al regista però per quale motivo, per la durata del film, si susseguono caricature e stereotipi di chi tenta a tutti i costi di entrare a far parte di quella cerchia ristretta delle “artiststar”: la finta artista gitana che, nuda durante una simpatica performance, si schianta addosso ad un muro e che, durante un'intervista con il protagonista, non riesce a spiegare a parole il significato delle vibrazioni ultra-artistiche che sente dentro sé; oppure la bambina prodigio, costretta dai genitori ad abbandonare un momento di svago per mostrare al pubblico le sue indubbie doti di Action Painter si vanno a contrapporre ad una inestimabile ma perduta ricchezza artistica nascosta, per esempio, nella villa delle "principesse" romane.

In una scena tagliata del film un regista al culmine della sua carriera spiega a Jep cosa sia per lui la grande bellezza: il semplice ricordo del primo semaforo installato a Milano, e della grande folla curiosa creatasi attorno a questo avvenimento inevitabilmente rivoluzionario. Il fascino di quel cambiare ciclico dei colori è ora per noi qualcosa di banale e scontato ma per un bambino rimarrà sempre qualcosa di nuovo, misterioso e poetico.
Tutto scorre ormai senza freni  e  anche davanti alla morte, in questo caso della spogliarellista, la vita continua indifferente: sembra vuota, inutile, semplice momento di passaggio. Ma fortunatamente alcuni dei personaggi comprendono a poco a poco la brutalità di questa indifferenza, autoescludendosi, per sempre, dalla loro amata mondanità.

Oggettivamente la regia di Sorrentino è di indubbia qualità: lo studio delle inquadrature che spiccano fin dai primi istanti, i giochi di luci ed ombre che risaltano volti, corpi e materia nelle scene di penombra e la scelta magistrale della colonna sonora sono a dir poco magnifici. Una composizione cinematografica sviluppata in modo accademico, forse troppo tecnico.

La grande bellezza non è un film "pop". Non guardatelo solo perchè ha vinto l'Oscar, in fin dei conti è uscito nelle sale molto tempo fa. Se volete a tutti i costi ragionare sul perché lo abbia vinto, siete liberissimi di farlo, ma non basate il vostro giudizio solo su questo. Ripeto, non è un film per tutti. Va guardato attentamente dal primo all'ultimo minuto, senza distrazioni e con grande spirito critico: questi i presupposti per comprendere l'essenza di questo capolavoro. Se poi vi farà cagare (a spruzzo) é un altro discorso.

De gustibus non disputandum est.

Un film che consiglio a:
- Andrea Diprè
- Silvio Berlusconi
- Paolo Sorrentino

Un film che sconsiglio a:
- Neri Parenti
- Giuseppe Sapio
- Sylvester Stallone

Per capire al meglio il genio di Sorrentino vi consigliamo anche la visione di "This must be the place".

Viva Leonardo DiCaprio viva.

 

Elliot Walker

Per conoscere meglio il film visita la pagina dedicata su Wikipedia.