Se credevate che l'Arte fosse un mondo a parte e che andare alla Biennale di Venezia senza capire nulla vi avrebbe reso più interessanti, vi sbagliavate.
Con Henri Matisse inauguriamo una nuova rubrica, dedicata all'arte, all'architettura, al design e alla street-art, con lo scopo di sensibilizzarvi e magari aiutarvi a capire meglio questa bellissima signora.

Appunti perduti di Storia dell'arte #1 HENRI MATISSE

Henri Matisse (1869-1954), pittore francese, è il rappresentante più noto del fauvismo. La vivezza coloristica, che è il vero tratto caratteristico di questo movimento, esprime un’autentica «gioia di vivere» che resterà costante nell'opera non solo di Matisse, ma anche di Derain e Camoin.
Il gruppo dei Fauves, pur non essendo un movimento organico, si collocava come l'opposto del gruppo Die Brüke, ovvero il gruppo espressionista tedesco, distaccandosi da esso con una visione diversa dell'opera: il dipinto doveva comporsi unicamente di colore. Senza ricercare la verosimiglianza con la natura, il colore deve nascere dal proprio sentire interiore. Il colore viene quindi svincolato dalla realtà che rappresenta ma esprime le sensazioni che l’artista prova di fronte all’oggetto che riproduce. Tra le fonti di ispirazione dei Fauves c'erano Cezanne, Van Gogh e Gauguin.
Da Cezanne presero l’idea della scomposizione e ricomposizione non prospettica delle forme, e da Van Gogh e Gauguin l’uso del colore come autonoma espressione interiore.

In particolare, i quadri di Matisse sono tutti risolti sul piano della bidimensionalità, sacrificando al colore sia la tridimensionalità, sia la definizione dei dettagli. L’uso del colore in Matisse è quanto di più intenso è vivace si sia mai visto in pittura. Usa colori primari stesi con forza e senza alcuna stemperatura tonale. Ad essi accosta i colori complementari con l’evidente intento di rafforzarne il contrasto timbrico. Ne risulta un insieme molto vivace con un evidente gusto per la decoratività.
Tra i quadri più famosi, quali “La stanza Rossa”, “La Danza”, “La gioia di vivere” e “Donna con cappello” ci troviamo a che fare anche con una quadro citazione, ovvero “Lusso, calma e voluttà”. La citazione si riferisce all'ultima frase di “L'invito al viaggio” di Baudelaire:

“Tutto, laggiù, è ordine e bellezza
lusso, calma e voluttà.”


E' un quadro che nel suo insieme non fa solo riferimento alla poesia di Baudelaire ma l'autore porge un sguardo al passato, in quanto esplicito è il richiamo del “pointillisme” come tecnica mentre l'iconografia richiama “I bagnanti” di Cezanne.

G. Āto
 

In ordine:

Danza, 1910, Museo dell’Hermitage, San Pietroburgo
Donna con cappello, 1905, Museum of  modern Art, San Francisco
La stanza rossa, 1908, Museo dell'Hermitage, San Pietroburgo
Lusso, calma e voluttà, 1905, Musée d'Orsay, Parigi
La Gioia di vivere, 1906, Barnes Foundation, Filadefia