American Horror Story

Enciclopedia Horror per principianti

Ho scoperto American Horror Story come quasi tutte le altre serie tv che seguo: ho visto qualche bella gif su tumblr (a proposito, seguite il tumblr di Punk Vanguard), mi sono incuriosita e ho cercato gli streaming. Non avevo idea di ciò a cui stavo andando incontro. Due minuti dopo aver cominciato a vedere la prima puntata, ho chiuso tutto e mi son detta che non l’avrei mai più guardato. Per una persona che non aveva mai visto un horror serio prima, perfino la sigla era una cosa da pazzi. Ma la curiosità è una brutta bestia, così ho riaperto il video e ho finito di guardare l’episodio. Non vedevo l’ora di vedere il secondo.
Questa specie di antologia dell’horror mette insieme tutte le tipologie di horror, da quello psicologico, al paranormale, allo splatter, condendolo con un po’ di dramma esistenziale dei personaggi. Se non avete mai avuto contatti col panorama Horror, questa serie è un buon punto di partenza (e di non ritorno), ma anche se siete veterani del genere non vi lascerà a bocca asciutta.
Trasmessa dal 5 ottobre 2011, la serie, creata da Ryan Murphy e Brad Falchuk (creatori di Glee) e prodotta da 20th Century Fox Television e Ryan Murphy Productions, conta tre stagioni indipendenti l’una dall’altra ma con un cast quasi costante. 

La prima stagione, Murder House, narra le vicende della famiglia Harmon: un’adolescente sofferente, Violet, e i suoi infelici genitori, lo psichiatra Ben e la moglie Vivien. Trasferitisi da Boston a Los Angeles per fuggire ai fantasmi del passato, ne troveranno di ben peggiori nella casa maledetta, tra le cui mura passeggiano incuranti gli spiriti delle persone brutalmente decedutevi, decisi a rendere un inferno la vita dei nuovi inquilini. Sangue, bambini assatanati, adolescenti psicopatici dal grilletto facile, sangue, donne di servizio dalla personalità peccaminosa, sangue (l’ho già detto?), faide e omicidi cruenti animano questa follia collettiva.
Cambia completamente ambientazione la seconda stagione, Asylum, collocata a metà degli anni sessanta all’ospedale psichiatrico Briarcliff, teatro di cruente pratiche e abominevoli esperimenti. La già inquietante atmosfera di quest’istituto retto da suore non sempre pie e da dottori dal passato immorale, è aumentata da oscure presenze che rapiscono le giovani donne, criminali che le scuoiano e malati mentali con angoscianti comportamenti. Approfondito, rispetto alla prima stagione, lo studio dei personaggi, dei quali emerge con maestria l’indole e l’emotività.
Della terza stagione vi dirò poco (è ancora in corso e non vorrei farvi spoiler): Coven segue gli affari di una congrega di streghe nell’odierna New Orleans, impegnate a far sorgere e disfare faide esterne, con le streghe woo-doo e i cacciatori di streghe, e interne. Sebbene il tocco sia più fantastico, abbonda il sangue anche in questo terzo capitolo popolato da donne carismatiche con tacco dodici e capacità paranormali.

Il cast è di una bravura elogiabile, soprattutto per la versatilità nell’interpretazione di ruoli estremamente differenti nelle tre stagioni. Jessica Lange (Golden Globe per miglior attrice non protagonista in una serie tv) è senza dubbio l’attrice che più ha dato sfoggio delle proprie qualità recitative, seguita da altre due donne presenti nelle tre stagioni: Sarah Paulson e Lily Rabe. Eccellenti prestazioni anche dai giovani attori Evan Peters e Taissa Farmiga, sui quali si concentra maggiormente Murder House.
Di gran classe le colonne sonore di James S. Levine che lasciano senza fiato lo spettatore immergendolo in un’atmosfera grottesca e tenebrosa. Se ancora non vi ho convinto a dare un’occhiata ad American Horror Story, lasciatevi catturare dalle sigle create da Kyle Cooper e musicate da Cesar Davila-Irizarry e Charlie Clouser e non avrete più incertezze sul da farsi.

Per concludere, una notizia per i fan della serie: Ryan Murphy ha confermato l’uscita della quarta stagione e ha suggerito di tenere d’occhio le ultime puntate di Coven per carpire qualche indizio sui temi. Intanto si vocifera che sarà collocata intorno al 1950 con riferimenti al dopo guerra, mentre altre voci ipotizzano un’ambientazione circense. Chissà cosa partorirà il genio contorto di Ryan Murphy!
Stay punky, stay horror!

 

Minerva Riddler
 

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